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SISTEMA STANDARDIZZATO
DI VALUTAZIONE DELLA VESCICA NEUROLOGICA NEL MIELOLESO
STRUMENTO
ELABORATO DALLE SOCIETA’ SCIENTIFICHE S.I.UD E SO.M.I.PAR
Il “Sistema
standardizzato di valutazione della vescica neurologica nel
mieloleso” è il risultato di un progetto avviato nel 1998
all’interno delle due società scientifiche SIUD e SOMIPAR.
Il progetto si
è articolato nelle seguenti fasi:
-costituzione
di un comitato multidisciplinare di esperti, il quale dopo un
riesame della letteratura corrente ed una valutazione dello stato
dell’arte in Italia ha steso una prima bozza della proposta di
valutazione standardizzata
-coinvolgimento di tutti gli operatori del settore appartenenti alle
varie aree specialistiche, mediante ampia diffusione del documento
preliminare ed invito a presentazione di commenti critici e proposte
aggiuntive
-revisione
della bozza alla luce delle risposte pervenute
-convocazione
di una Consultazione Nazionale, svoltasi a Torino il 24 giugno 2000,
nel corso della quale è stata approvata la versione definitiva del
documento.
Un
ringraziamento particolare,,oltre al Comitato di studio ed ai
Consigli Direttivi delle due Società, al professor Walter Artibani
per i preziosi consigli
ed alla dott.ssa Antonella Biroli per il
suo importante
contributo non solo scientifico ma anche organizzativo
Roberto
Carone
Comitato
di studio: B. Bernardini (geriatra di
Milano), P. Bertapelle (urologa di Torino), A.Biroli (fisiatra di
Torino), S.Biscotto (urologo di Perugia), R. Carone (urologo di
Torino), M. De Gennaro (Urologo/Pediatra di Roma), G. Del Popolo
(urologo di Firenze), M. Menarini (fisiatra di Bologna), R. Nardulli
(Neurofisiatra di Bari), M. Peracchino (urologo di Pietra Ligure),
F. Pesce (urologo di Modena), P. Politi (urologo di Milano), T.
Redaelli (fisiatra di Milano), C. Simeone (urologo di Brescia).
C D Bn
Us
S
_________________________________________
D Bn Us
Ru
_________________________________________
R /
AD I H
Uut
/
R Q
Cc
C: compliance vescicale; S:
sensibilità vescicale; D: detrusore; Bn: collo vescicale; Us:
sfintere striato dell’uretra; Ru: residuo vescicale; R: reflusso
vescico-ureterale; Uut: vie escretrici superiori e funzione renale;
Cc: clearence creatininica; Ad: disreflessia autonoma; I:
incontinenza urinaria ; R: ritenzione urinaria ; H: handicap
specifico per il problema urologico; Q: qualità della vita.
La prima riga della griglia è
riferita alla valutazione della fase di riempimento vescicale (ed
eventuale svuotamento involontario).
La seconda riga della griglia è
riferita alla vautazione della fase di svuotamento vescicale
(normale o provocato).
Prima riga della griglia:
C=
compliance vescicale. Il numero che segue esprime il rapporto
volume/pressione nel punto di massima capacità cistometrica. Occorre
però anche specificare come è stata valutata la massima capacità
cistometrica e quindi dopo il numero segue una lettera minuscola
:
a : il riempimento è
interrotto a 400 ml. (Nel bambino il riempimento è interrotto alla
capacità funzionale aspettata per l’età secondo la formula = anni +
2 x 30)
b : il riempimento è
interrotto quando il paziente riferisce un intenso stimolo
minzionale ( o quando compare dolore o quando si manifesta una grave
crisi di disreflessia autonoma)
c: il riempimento è interrotto
per la comparsa di una evidente contrazione detrusoriale ( se
esistono piccole contrazioni per le quali si decide di non
interrompere il riempimento queste non vengono prese in
considerazione)
d : il riempimento viene
interrotto quando compare una fuga di urina
e : Il riempimento viene
interrotto alla cosiddetta capacità cistometrica di sicurezza (“safe
bladder capacity”) e cioè quando viene raggiunto il limite “a
rischio” dei 40 cm. h2o.
Dopo b, d, e, dovrà seguire un numero
che indica il volume di riempimento.
Es. : C 10 / d 300 = a 300 ml.
compare una fuga di urina quando la compliance era di 10 (quindi se
ne deduce che la pressione era di 30).
S=
Sensibilità. S- =assenza di sensibilità; S+ =sensibilità
parzialmente conservata (anche quando il paziente riferisce una
sensazione di ripienezza diversa dalla percezione del normale
stimolo minzionale o quando sono presenti sintomi vegetativi
interpretati dal paziente come spia del riempimento vescicale) ; S++
=sensibilità normale; S+++ =sensibiltà accentuata.
D=
detrusore. Descrive il comportamento funzionale del detrusore
durante la fase di riempimento.
D - = assenza di contrazioni
D+ = presenza di contrazione; al +
devono seguire tre numeri che indicano il volume di riempimento
(ml.), la massima pressione di contrazione (cm. H2o) e la durata
della contrazione (sec.).
Se esistono diverse contrazioni viene
indicato il volume della contrazione per la quale viene interrotto
il riempimento, la pressione della contrazione più ampia e la durata
della contrazione più lunga.
Es. : D + 180 / 95/45 = comparsa di
contrazione detrusoriale a 180 ml. con una pressione massima di 95
cm. h2o ed una durata di 45 sec. .
Bn
= collo vescicale. Descrive il comportamento funzionale del collo
vescicale durante la fase di riempimento.
C =
chiuso: il collo resta chiuso durante tutta la fase di riempimento
(non vengono prese in considerazione le aperture transitorie)
o =
aperto: il collo si apre e resta aperto in assenza di contrazione
detrusoriale (incompetenza cervicale). In questo caso si può
indicare, con due numeri, il volume di riempimento e la pressione
detrusoriale cui corrisponde l’apertura del collo vescicale (“detrusor
leak point pressure” del collo).
v =
apertura del collo in Valsalva . Seguono due numeri: il primo indica
il volume di riempimento al quale è stato effettuato il test di
Valsalva ed il secondo indica la pressione vescicale o addominale
cui corrisponde l’apertura del collo durante il test (“stress leak
point pressure” del collo). Questo parametro viene preso in
considerazione soltanto quando lo si ritiene utile.
dc
= descrive il comportamento del collo durante una eventuale
contrazione del detrusore nella fase di riempimento: dc - = il
collo si apre bene ed in sinergia con la contrazione detrusoriale;
dc +1 = parziale dissinergia (ritardo di apertura e/o difettosa
apertura); dc +2 = il collo resta chiuso (dissinergia
detrusore-collo). Se non è presente una contrazione detrusoriale
riflessa dc non viene riportato.
Es. : Bn c / v 250 / 70 = il collo
resta chiuso durante il riempimento, ma a 250 ml. di riempimento si
apre con la manovra di Valsalva ad una pressione vescicale di 70 cm.
h2o.
Es. : Bn c = il collo resta chiuso,
anche durante la manovra di Valsalva (o quest’ultima non è stata
eseguita).
Es. : Bn c / dc - = il collo resta
chiuso, ma si apre in perfetto sinergismo quando compare la
contrazione detrusoriale.
US
= sfintere striato dell’uretra. Descrive il comportamento funzionale
dello sfintere striato durante la fase di riempimento.
c :
l’uretra membranosa resta chiusa (anche se il collo è incompetente)
o :
l’uretra membranosa si apre in assenza di contrazione detrusoriale
(insufficienza sfinterica).
In questo caso si può indicare con due
numeri il volume di riempimento e la pressione detrusoriale cui
corrisponde l’apertura dell’uretra (“detrusor leak point pressure”).
v :
l’uretra membranosa si apre in valsalva. Seguono due numeri che
indicano il volume di riempimento e la pressione vescicale o
addominale cui corrisponde l’apertura dell’uretra (“stress leak
point pressure”) . Questo parametro viene preso in considerazione
soltanto quando lo si ritiene utile.
dc
: descrive il comportamento dello sfintere striato durante una
eventuale contrazione detrusoriale nella fase di riempimento: dc -
= sinergia sfinterica ; dc + 1 = ritardata o difettosa apertura
(dissinergia di tipo I) ; dc + 2 = apertura ad intermittenza
(dissinergia di tipo II) ; dc + 3 = mancata apertura (dissinergia
di tipo III). Si ritiene superfluo indicare la pressione
detrusoriale di apertura
(pressione detrusoriale al punto di
fuga) durante la contrazione in quanto questa solitamente coincide
con la massima pressione di contrazione già indicata nell’acronimo
D.
Es. : Us c / dc + 2 = lo sfintere
resta chiuso durante il riempimento e presenta una dissinergia di
tipo II durante una contrazione detrusoriale.
Es. . Us c / v 200 / 40 = lo sfintere
resta chiuso durante il riempimento ma è presente, a 200 ml., uno
stress leak point pressure di 40 cm. h2o.
Seconda
riga della griglia
:
D
= detrusore. Descrive il comportamento del detrusore durante la fase
di svuotamento.
D - = acontrattilità. Segue un numero
(soltanto nel caso in cui il paziente riesce comunque ad urinare)
che indica la pressione addominale o vescicale massima raggiunta
durante la minzione.
D + = comparsa di contrazione
detrusoriale. Segue, in minuscolo, una lettera : n = normale, t (triggering)
= provocata ( ad es. dalla percussione sovrapubica). Seguono due
numeri che indicano la massima pressione di contrazione e la durata
della contrazione (se nel corso dello svuotamento sono presenti
ripetute contrazioni vengono rispettivamente scelte quella più ampia
e quella più lunga). Si consiglia di utilizzare il D+ t anche in
quei pazienti che mingono utilizzando lo stimolatore di Brindley ed
anche per quelli che alla contrazione detrusoriale provocata
aggiungono il torchio addominale.
Es. : D - 80 = minzione ottenuta con
il torchio addominale, con una pressione addominale / vescicale di
80 cm. h2o.
Es. : D + t 80 / 20 = contrazione
detrusoriale provocata, con una pressione detrusoriale massima di 80
cm. h2o e durata di 20 “.
Bn
= collo vescicale. Descrive il comportamento del collo vescicale
durante la fase di svuotamento.
Bn -
= buona sinergia del collo durante la contrazione detrusoriale o
buona apertura del collo durante la minzione con il torchio
addominale
Bn +1
= ritardata o difettosa apertura del collo
Bn +2
= il collo resta chiuso.
Us
: sfintere striato dell’uretra. Descrive il comportamento dello
sfintere durante la fase di svuotamento.
Us -
= buona sinergia durante la contrazione detrusoriale o buona
apertura durante la minzione con il torchio addominale
Us +1
= dissinergia di tipo I o ritardo di apertura con il torchio
addominale
Us +2
= dissinergia di tipo II o apertura ad intermittenza con il torchio
addominale
Us +3
= dissinergia di tipo III o mancata apertura con il torchio
addominale.
nb. il comportamento di Us durante la
fase di svuotamento non è necessariamente uguale a quello nella fase
di riempimento durante una contrazione riflessa (e non provocata)
del detrusore.
Ru
= residuo vescicale postminzionale. Il numero esprime il residuo in
termini di ml. Se non è possibile effettuare la valutazione della
fase minzionale (volontaria o provocata) in quanto nella fase di
riempimento la contrazione riflessa del detrusore ha determinato uno
svuotamento più o meno completo, il residuo viene valutato dopo la
contrazione riflessa del detrusore. In caso di assoluta incapacità
di svuotamento il Ru viene indicato con la lettera a .
Terza riga della griglia:
R
= reflusso vescico-ureterale ( valutato nel corso della valutazione
videourodinamica).
Sin / Dx
0= assenza di reflusso
1= grado 1 sec. la class.
Internazionale
2= grado 2 sec. la class.
Internazionale
3= grado 3 sec. la class.
Internazionale
4= grado 4 sec. la class.
Internazionale
5= grado 5 sec. la class.
internazionale
Al numero seguiranno la lettera
i quando il reflusso è intermittente o la lettera p
quando è persistente. Se il R. inizialmente è intermittente e poi
diviene persistente va considerato persistente.
Seguirà ancora la sigla dc
quando il reflusso compare soltanto durante una contrazione
detrusoriale.
Dopo la lettera (ed eventualmente dopo
il dc) dovrà seguire un numero che indica il volume di riempimento
cui compare “per la prima volta” il reflusso e, separato da una
virgola, un altro numero che indica la pressione detrusoriale
corrispondente.
Se nel corso del riempimento le
caratteristiche del R. si modificano il numero dovrà indicare il
grado peggiore.
Es. R 0 / 2 i - 180,20
Reflusso assente a sin.; a dx è
presente un reflusso di secondo grado, intermittente, che compare a
180 ml. di riempimento ed a 20 cm H2o di pressione detrusoriale.
Es. R 2 i - dc 200,40 / 4
p - 50,15
a sin. un reflusso intermittente di
secondo grado compare in occasione di una contrazione detrusoriale a
200 ml. di riempimento, quando la pressione detrusoriale raggiunge
40 cm. H2o; a dx il reflusso è persistente e compare a 50 ml. quando
la pressione detrusoriale è di 15 cm. h2o.
U.u.t.=
alto apparato urinario. La valutazione morfofunzionale dell’alto
apparato urinario deve essere effettuata nello stesso periodo della
caratterizzazione urodinamica (entro due mesi prima o dopo).
Sin / Dx
0= Assenza di
dilatazione A= buona funzione
1= Iniziali segni di
dilatazione B= modesta riduzione della
funzionalità
2= Dilatazione
discreta C= severa riduzione della
funzionalità
3= Dilatazione severa (calicectasia)
D= esclusione funzionale
Cc:
valore della clearence creatininica
AD=
Disreflessia autonoma (valutata durante l’esecuzione dell’esame
urodinamico).
0= assente
1= presente, ma non grave
2= presente, grave (tale da dover
interrompere l’esame)
Dopo il numero segue dc se compare in
occasione di una contrazione detrusoriale.
Dopo il numero (ed eventualmente dopo
dc) segue un altro numero che indica il volume di riempimento cui
compaiono i sintomi e/o i segni di AD.
La terza casella della terza riga
della griglia è dedicata alla valutazione della Disabilità:
Il concetto di
disabilità nel caso della vescica neurologica si riferisce alla
perdita delle due funzioni della continenza e della minzione e
pertanto deve essere considerata nei due seguenti aspetti :
I = incontinenza e R =
ritenzione.
I
= incontinenza urinaria.
Il primo numero indica la valutazione
dell’incontinenza come “performance”:
0 = una o meno di una fuga al mese
1 = una o meno di una fuga alla
settimana
2 = una o meno di una fuga al giorno
3 = più di una fuga al giorno
4 = cinque o più di cinque fughe al
giorno
La definizione della performance viene
effettuata sulla base di un calendario settimanale delle fughe, con
l’eccezione dei punti 0 e 1 che sono necessariamente di origine
anamnestica. Se il paziente è portatore di catetere a permanenza la
performance è non analizzabile (na).
Segue, separata da una /, la
valutazione dell’incontinenza secondo il concetto di “dipendenza
da ausili “ :
a =non necessita di ausili
b = utilizzo di
ausili a limitata capacità (salvaslip o raccoglitori esterni) o
aumento della frequenza di cambio della biancheria
c = utilizzo di ausili ad elevata
capacità (raccoglitore esterno con sacca o pannolone)
d = catetere a permanenza.
Segue, separata da una /, la
valutazione dell’incontinenza secondo il concetto di “tempo
dedicato” dal paziente e dagli eventuali aiutanti :
0 = non necessita di aiuto, né di
tempo dedicato.
1 = non
necessita di aiuto, ma di un aumento del tempo dedicato.
2 = il paziente
necessita della presenza ma non dell’aiuto di un’altra persona per
le operazioni per la gestione dell’incontinenza
3 = il paziente
necessita dell’aiuto di un’altra persona per parte del tempo
dedicato alle operazioni per la gestione dell’incontinenza
4 = il paziente
necessita dell’aiuto di un’altra persona per tutto il tempo dedicato
alle operazioni per la gestione dell’incontinenza
5 = il paziente necessita dell’aiuto
di due persone
Nb. Le
operazioni per la gestione dell’incontinenza comprendono il cambio
dell’ausilio, il cambio della biancheria personale e
dell’abbigliamento in seguito agli episodi di incontinenza, l’igiene
perineale a seguito degli episodi di incontinenza, la pulizia del
letto e degli arredi a seguito degli episodi di incontinenza, i
trasferimenti ed i passaggi posturali a tali manovre correlati.
Se il problema incontinenza viene
gestito interamente in un unico momento della giornata dedicato alla
normale preparazione del paziente (igiene, abbigliamento…) e non
necessita rispetto a questa di aiuto in più o di persona diversa o
di diverso momento, il tempo dedicato al problema è da considerarsi
“0”.
Nel bambino di età inferiore ai 6
anni non è applicabile il concetto della “dipendenza da ausili” nè
quello del “tempo dedicato”. Viene quindi valutata soltanto la
“performance”.
R
= ritenzione urinaria.
Il primo numero indica la valutazione
della ritenzione come “ performance “
0 = svuota completamente la vescica
1 = svuota parzialmente la vescica
2 = non è in grado di svuotare neanche
parzialmente la vescica
al numero segue una lettera in
minuscolo : a = senza compensi, b = mediante straining,
c = mediante manovre che determinano uno svuotamento
riflesso.
Segue, separata da una /, la
valutazione della ritenzione secondo il concetto della “
dipendenza dagli ausili”:
a = non necessita di ausili
b = utilizza il cateterismo ad
intermittenza, una o meno di una volte al dì
c = utilizza il cateterismo ad
intermittenza più di una volta ma non più di tre volte al dì
d = utilizza il cateterismo ad
intermittenza più di tre volte al dì
e = utilizza il catetere a permanenza.
f = utilizza la stimolazione elettrica
o disattiva lo sfintere artificiale.
Segue, separata da una /, la
valutazione della ritenzione secondo il concetto del “ tempo
dedicato” dal paziente e dagli eventuali aiutanti :
0 = il tempo impiegato
per lo svuotamento non supera quello delle normali minzioni
1 = il paziente necessita di un tempo
superiore alla norma per lo svuotamento, ma non necessita di altre
persone
2 = il paziente necessita della
presenza ma non dell’aiuto di un’altra persona
3 = il paziente necessita dell’aiuto
di un’altra persona per parte del tempo dedicato alle operazioni di
svuotamento
4 = il paziente necessita dell’aiuto
di un’altra persona per tutto il tempo dedicato alle operazioni di
svuotamento
5 = il paziente necessita dell’aiuto
di 2 persone.
Nb. Le
operazioni correlate allo svuotamento vescicale comprendono i
passaggi posturali ed i trasferimenti necessari per le operazioni di
svuotamento, l’igiene perineale correlata allo svuotamento, le
manovre di preparazione ed effettuazione del cateterismo, le
operazioni sul vestiario legate allo svuotamento.
Se il problema ritenzione
viene gestito interamente in un unico momento della giornata
dedicato alla normale preparazione del paziente (igiene,
abbigliamento…) e non necessita rispetto a questa di aiuto in più o
di persona diversa o di diverso momento, il tempo dedicato al
problema è da considerarsi “0”.
Nel bambino di età inferiore
ai 6 anni non è applicabile il concetto della “dipendenza da ausili”
né quello del “tempo dedicato”. Viene quindi valutata soltanto la
“performance”.
H
= handicap specifico.
Questionario per la quantificazione
del fattore Handicap.
Domanda: “ La gestione dei problemi
vescicali in che misura limitano le seguenti attività? “ :
1)Gestione del tempo libero (cinema,
teatro…)
2)Utilizzo mezzi di trasporto urbano
3)Attività domestiche
4)Attività lavorativa a domicilio
5)Attività lavorativa o scolastica
esterna
6)Frequenza amici in casa
7)Frequenza amici fuori casa
8)Vacanza in casa, in albergo o in
campeggio
9)Attività sportive
10)Rapporti sessuali
11)Vita in armonia in famiglia
12)Scelta dell’abbigliamento
13)Uso di servizi igienici in casa
14)Uso di servizi igienici fuori casa
15)Riposo notturno
16)Attività di shopping
17)Viaggi
Per ogni item lo score utilizzato è
il seguente:
-0 = nessuna limitazione
-1 = lieve limitazione
-2 = moderata limitazione
-3 = grave limitazione
Q=
Qualità della vita.
Questionario di autovalutazione per verificare la percezione del
disagio e l’impatto sulla qualità di vita.
“La tua attuale
gestione vescicale rappresenta per te”:
-0 = nessun
problema
-1 = un problema
di modesta importanza
-2 = un problema
di discreta importanza
-3 = un problema
molto importante
“Ti ritieni
soddisfatto della modalità con cui gestisci la tua situazione
vescicale?”
-0 = Si
soddisfatto
-1 =
discretamente soddisfatto
-2 = poco
soddisfatto
-3 = per nulla
soddisfatto
“I disturbi
generali di origine vescicale (cefalea, brivido, febbre, infezione
urinaria…) sono tali da rappresentare per te”:
-0 = nessun
problema
-1 = un problema
di modesta importanza
-2 = un problema
di discreta importanza
-3 = un problema
molto importante
Score da 0 a 9.
Nb.
Quando non è possibile valutare un parametro, nella casella
dell’acronimo corrispondente deve essere scritto : na
(non analizzato)).
Ad esempio se non è possibile eseguire
un esame videourodinamico il parametro Bn non può essere valutato.
Se non è possibile valutare la fase
minzionale (in quanto durante la fase di riempimento la contrazione
detrusoriale riflessa ha determinato lo svuotamento della vescica)
gli acronimi della seconda riga della griglia (tranne Ru) devono
essere contrassegnati con na.
Nella fase acuta di una lesione
midollare non ha molto senso valutare l’handicap e la qualità della
vita, per cui gli acronimi dell’ultima casella saranno
contrassegnati con na.
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